domenica 4 maggio 2008
RIFLESSIONI DALLA TRINCEA
Dopo la notte della democrazia locale, seguita allo scioglimento per condizionamenti mafiosi dell’amministrazione di centro-sinistra nel 2005, tra qualche giorno vedremo riaprirsi i battenti della sala del Consiglio comunale, sancendo il definitivo ritorno della politica in città. Dentro quella sala, troveremo ad aspettarci una delle poltrone rosse, che accolgono i rappresentanti del popolo nel consesso civico. Per la terza volta in dieci anni, infatti, Azione Giovani Casoria sarà rappresentata in seno al Consiglio dal candidato storico della Comunità militante, Luca Scancariello, rieletto con 559 voti di preferenza nella lista del Popolo della Libertà. Torniamo in Consiglio con un bagaglio ancor più voluminoso di valori, idee, intelligenze e competenze. E con Luca riporteremo in Consiglio lo spirito indomito che ci caratterizza da anni, e che si concreta in quell’atteggiamento di urticante indipendenza, che tante simpatie ci ha guadagnate, quante inimicizie ci ha sollevate contro. Questa volta, tuttavia, la nostra voce si leverà dai banchi della maggioranza, in seguito alla esaltante vittoria riportata dal centro-destra, della quale coalizione noi rappresentiamo una parte non marginale, essendone la quarta forza. Certo, consapevoli delle responsabilità che ci ritroveremo in capo, ci apprestiamo ad affrontare questa avventura, per noi assolutamente inedita, e comunque non inattesa, senza lasciarci distrarre da eccessive euforie, peraltro ingiustificate. Lo scenario che si profila, infatti, pretende particolari serietà e sensibilità da quanti si troveranno ad esserne protagonisti. Occorre aggredire il declino di una collettività mortificata, insediata su un territorio martoriato. All’indomani del crollo del sistema di potere, corrotto ed incapace, che ha ridotto la città ad un cumulo di macerie morali quando non materiali, abbiamo il dovere di affrontare con spirito di sacrificio l’ “anno zero” di Casoria. La nostra Comunità non si è mai tirata indietro, di fronte alle fatiche ed alle sofferenze. Abbiamo affrontato la passata tornata elettorale, coscienti della necessità di metterci in discussione in sede politica, per accreditarci in maniera definitiva come classe dirigente in città. In tal senso, la conta che abbiamo superato in scioltezza andava configurata come un referendum sull’azione politica che dispieghiamo sul territorio ormai da un quindicennio. In un frangente storico particolarmente difficile, e di fronte a tali considerazioni, non potevamo permetterci di concepire il nostro immediato futuro come un salto nel buio, e nemmeno come una traversata nel deserto. Per questo abbiamo scelto di mettere il nostro ingente patrimonio umano a disposizione del Popolo della Libertà, senza tuttavia abdicare al ruolo, connaturato ad un movimento giovanile, di coscienza critica. Ed è per questo che abbiamo chiesto a Luca di sacrificarsi ancora questa volta. Ad ogni modo, i risultati ci hanno dato ragione. Al referendum sulla nostra azione politica, la nostra gente ha risposto con un “sì” convinto e massiccio. A tal proposito, s’impone una riflessione. Il nostro elettorato presenta delle caratteristiche peculiari. Essendo libero da vincoli di qualsiasi natura, nel segreto della cabina non deve rispondere al richiamo del sangue, oppure obbedire all’indicazione del patrono di turno, e nemmeno deve eseguire la controprestazione di una “transazione commerciale”; piuttosto, quando vota, la nostra gente partecipa al dibattito politico, esprimendo delle opinioni, che suonano talora come sentenze secche e senza appello. Facciamo ovviamente riferimento alla pratica del voto disgiunto, esercitato con una certa frequenza sulle schede che premiavano il nostro Luca, ma esprimevano contestualmente il consenso per gli altri candidati a sindaco, in particolare per Vincenzo Russo di Sinistra Critica. La qual cosa ha sollevato una polemica tanto sterile, quanto pretestuosa. Respingiamo con sdegno ai mittenti le allusioni circa la “predeterminazione” di un voto del genere, quasi un’ipotesi di campagna elettorale fatta contro il candidato a sindaco del centro-destra e a favore di un candidato peraltro comunista! Tengano in primo luogo presente costoro che la possibilità del voto disgiunto è prevista dalla legge elettorale, in ossequio a quelli che gli esperti di geografia elettorale definiscono “effetti di prossimità”. Inoltre, proprio a fronte di quel dato, indubbiamente considerevole, la nostra Comunità risulta degna di una ulteriore nota di merito, per aver sottratto qualche centinaio di voti alle liste della sinistra. Infine, ci sentiamo di rivolgere un invito ad esercitare la polemica politica con spirito costruttivo. Sia ben chiaro a tutti: il solco, che abbiamo tracciato insieme, nella storia di Casoria deve diventare la trincea, nella quale posizionarsi per combattere, con serietà e coraggio, la durissima battaglia che ci attende. Meglio trovarsi di fianco alleati come noi, audaci ed indomiti, che non si arrendono mai…
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